Nella cornice architettonica della Cappella delle ballerine della Scala trova posto L’angelo:
terracotta greificata eseguita nel 1985 dall’artista di origini marchigiane Nanni Valentini, fra più
appassionati scultori italiani del ‘900 – grande amico, tra gli altri, di Lucio Fontana – protagonista
della stagione del rinnovamento artistico fra gli anni ’50 - ’70 e oltre.
L’opera si articola in una potente massa materica, a cui l’artista ha saputo trasmettere tutta la
propria energia intervenendo con vigore sull’impasto terreo. In questo lavoro Valentini sembra
restituire una dimensione materiale alla figura angelica – per definizione eterea e incorporea –
conferendo ai volumi di cui è composta la forma di due grandi ali racchiuse con le estremità
protese verso il cielo, attributo visibile della natura puramente spirituale dell’angelo, in grado di
librarsi fino alla contemplazione diretta di Dio. Le mani dell’artista affondate nella materia danno
vita a superfici scabre e ricche di drammatici chiaroscuri fin quando l’opera non assume l’aspetto
di una concrezione rocciosa, rimando a una naturalità ancestrale e primitiva. L’angelo è in effetti
una creatura che esiste sin dal principio della creazione, in costante collegamento fra il cielo e la
terra.
Nella cappella l’opera si colloca accanto all’altare, stabilendo un vero e proprio dialogo sia con
l’installazione Samenwolke di Christiane Löhr (2020) collocata nel cupolino, sia con l’antico
affresco trecentesco della Madonna del latte, proveniente dalla vicina chiesa di San Giovanni
Decollato. In questo suggestivo scambio di rimandi sembra ancora riecheggiare il saluto
dell’angelo a Maria, a cui la Vergine risponde pronunciando quel “si” che spalanca le porte alla
salvezza per tutta l’umanità.
Si ringrazia l’Archivio Nanni Valentini di Arcore per la generosa donazione.